Fuori scaletta
Per sedici giorni la protesta di autotrasportatori e agricoltori del Sud contro il caro gasolio non ha avuto un servizio in nessuno dei sette telegiornali serali: zero su 112 edizioni. È entrata in scaletta quando i distributori sono rimasti a secco e il governo ha convocato un tavolo. E il 17 ottobre, su tutte e sette le reti, le piazze francesi contro il caro vita hanno avuto più spazio della protesta italiana.
Dal 28 settembre autotrasportatori e agricoltori del Mezzogiorno protestano contro il prezzo del gasolio. Secondo agenzie e stampa locale la mobilitazione parte dalla Calabria, dove l'ANSA conta circa duemila manifestanti il primo giorno, e nelle due settimane successive arriva in Sicilia, Basilicata e Puglia: presidi sulle statali, trattori in corteo, proteste in strada nel Foggiano dall'11 ottobre, il casello dell'A14 di Poggio Imperiale bloccato il 13.1
Questa analisi non verifica quei fatti e non ne misura la portata. Misura quando e come li hanno raccontati i sette telegiornali serali. Lo strumento è la scaletta: ogni edizione è divisa in servizi, ciascuno con un titolo, una posizione e una lunghezza in caratteri di trascrizione. Nelle 140 edizioni dal 28 settembre al 17 ottobre la protesta compare in tre modi: come accenno dentro servizi su altro, come servizio con un titolo proprio, oppure per niente.
Il dato che regge da solo è questo. Dal 29 settembre al 14 ottobre, sedici giorni e 112 edizioni, la protesta non ha un servizio in nessuna rete. Dal 15 ottobre ce l'ha in 18 edizioni su 21. E a dire che nel frattempo non si era fermata sono i TG stessi.
Una notizia, poi quattro accenni
Il 28 settembre la protesta entra nei TG come coda del servizio sul tetto ai prezzi dei carburanti. Cinque reti su sette la citano: TG1, TG2, TG3, TG5 e TGLa7. Il TG3 parla di «blocchi stradali e presidi in Calabria e Sicilia», il TG2 annuncia già che gli autotrasportatori siciliani «hanno proclamato il fermo per 5 giorni dal 16 ottobre». Nessuna delle cinque le dedica un servizio.
Nei sedici giorni successivi torna quattro volte, sempre in una frase dentro servizi su altro. Il TG5 il 29 settembre, nel servizio sugli sconti Eni. Il TG2 il 1° ottobre: «prosegue la protesta di chi non ha avuto sconti, sono pescatori e agricoltori». Il TG3 il 6 ottobre, «continua la protesta di agricoltori e autotrasportatori in presidio da giorni in Calabria», e l'8: «gli autotrasportatori continuano a protestare e chiedono al governo di essere convocati con urgenza».
Zero su ventotto
Tra l'11 e il 14 ottobre nessuna delle sette reti nomina la protesta, nemmeno di passaggio. Nessuna menzione di Foggia, della Capitanata, di Cerignola, dei caselli dell'A14. Secondo agenzie e stampa locale sono i giorni in cui la protesta pugliese è più visibile: i presidi nel Foggiano, il casello di Poggio Imperiale bloccato dai trattori, il corteo di camion e trattori a Cerignola il 14, lo stesso giorno in cui Coldiretti porta in piazza a Bari 5.000 agricoltori, secondo la stima dell'organizzazione.2
Bari, in quei giorni, nei TG nazionali c'è: il 10 ottobre per il maltempo, su quattro reti; il 13 sul TG4, per la polemica sugli spaghetti all'assassina del figlio di Beckham; il 14 sul TG1, nel calendario delle accensioni dei riscaldamenti.
Lo spazio per le piazze c'era. Tra il 1° e il 14 ottobre le proteste studentesche in Francia hanno un servizio proprio in 45 edizioni su 98, in nove giorni diversi. La vertenza dell'ex Ilva in 19, e dal 12 al 14 ottobre ogni giorno su almeno due reti.
Altre proteste contro il caro gasolio, nello stesso periodo, entrano in scaletta. Il TG3 del 4 ottobre manda un servizio sui pescherecci fermi a Lampedusa. Studio Aperto il 9 annuncia la manifestazione dei tassisti a Roma. Il 13 Studio Aperto segue la Confederazione italiana agricoltori in presidio davanti a Montecitorio, con il gasolio agricolo «aumentato del 40% in un anno»; il TG5 la riprende il 14. Nei quattro giorni di silenzio è l'unica protesta di agricoltori contro il costo del carburante che arriva nei TG nazionali. Si svolge a Roma, ed è organizzata da una sigla nazionale.
L'ex Ilva e le pompe
Il collegamento fra le due vertenze nei TG si vede, ma in coda. Dal 12 ottobre i lavoratori dell'ex Ilva presidiano la raffineria Eni di Taranto. Il 13 il TG5 parla di rischi per il carburante degli aerei negli scali pugliesi, e il 14 chiude il servizio sull'ex Ilva con una frase: «i blocchi stradali iniziano ad avere ripercussioni anche sulle consegne dei carburanti ai distributori». Dal giorno dopo i distributori a secco diventano il centro del racconto.
In scaletta
Il 15 ottobre la protesta ha un servizio su sei reti, il 16 su tutte e sette, il 17 su cinque. In tre giorni passa da zero a diciotto servizi.
Che cosa cambi sulle strade fra il 14 e il 15 non lo misuriamo. Possiamo dire che cosa i TG presentano come nuovo, e sono tre elementi:
- Un interlocutore nazionale. Il 15 le associazioni nazionali dell'autotrasporto minacciano un fermo nazionale. Nessun TG le chiama per nome: Studio Aperto parla di «Unione delle associazioni di settore», il TG3 di «associazioni di categoria», il TG2 di autotrasportatori «pronti allo sciopero nazionale».
- Una risposta del governo. La sera del 15 TG2, TG5 e TGLa7 danno la convocazione al ministero dei Trasporti per il 27 ottobre. Il 16 la danno sei reti su sette; Studio Aperto no.
- Un danno per chi fa benzina. Distributori esauriti in Puglia e Calabria, code a Bari, scaffali vuoti a Matera. Ne parlano 14 servizi su 18.
Da quel momento i TG raccontano la protesta come una cosa in corso da tempo.
«Già da giorni bolliva la situazione sulle strade del sud.» TGLa7, 15 ottobre
Il TG3 del 15 parla di presidi «che da giorni vanno avanti dalla Sicilia alla Puglia», il TG2 del 16 di una protesta degli agricoltori «iniziata da giorni», il TG5 del 17 dice che «nel Foggiano la mobilitazione è arrivata al sesto giorno». Sono i giorni in cui, nelle stesse edizioni, la protesta non c'era.
Il TG1 è la rete che le dedica i servizi più brevi. Il 15 sono 481 caratteri al sedicesimo posto su ventidue, in coda a una notizia sull'ex Ilva. Il 16 una breve di 370 caratteri all'ottavo posto, subito dopo il servizio sugli scontri ai cortei studenteschi, che occupa il 4,8% dell'edizione. Quel giorno la protesta entra anche nel pastone politico, con Salvini che annuncia il tavolo e Conte che incontra gli autotrasportatori in Campania. Il 17 il TG1 le dedica un servizio di 1.507 caratteri al sesto posto, il 4,7%.
Che cosa raccontano diciotto servizi
Per sapere di che cosa parlano i servizi dedicati del 15, 16 e 17 ottobre il sistema li ha letti uno per uno, segnando la presenza di sei elementi definiti in anticipo.
La protesta è raccontata soprattutto attraverso i suoi effetti e la risposta del governo: i disagi per chi fa benzina o la spesa compaiono in 14 servizi su 18, il tavolo in 14. Chi protesta parla in prima persona in 12, di solito con una o due frasi sui costi: «Prima facevo un pieno e mi costava 1600 euro, adesso mi costa 2400» (Studio Aperto, 16 ottobre). Il TG1 è l'unica rete che non dà mai la parola a chi protesta.
Le richieste compaiono meno, e solo dal 16. Sei servizi ne riportano una precisa: lo sblocco dei 434 milioni di credito d'imposta sul gasolio già stanziati (TG5), lo sblocco di altre risorse promesse e mai erogate (TG2, TGLa7), il taglio del costo del gasolio (TG2 del 17), l'adeguamento delle tariffe di trasporto (TGLa7 del 17), la firma di un protocollo di impegni (TG3 del 17).
Alcune cose restano fuori da tutte le 140 edizioni:
- La manifestazione Coldiretti a Bari del 14 ottobre: nessuna citazione, né quel giorno né nei tre successivi.
- Il corteo di tir da Brindisi verso Bari del 16 ottobre, circa cinquecento mezzi secondo la stampa locale: nessuna citazione.3
- Chi ha proclamato i fermi. Fedralog, la sigla del fermo calabrese secondo la stampa di settore, non è mai nominata. Non lo è nemmeno Unatras, il coordinamento delle associazioni nazionali.4
- Chi resta fuori dal tavolo. Lo dicono due reti, il 16. Il TG3: il ministero ha convocato «le sigle nazionali», mentre «i sindacati regionali lamentano di non essere stati convocati». Il TGLa7: i coordinatori dei comitati «lamentano di non aver ricevuto l'invito al MIT».
Il 17 tutte e cinque le reti che parlano della protesta danno il tavolo a martedì 20, e il TG1 lo colloca in prefettura a Milano. Il TG3 aggiunge che Salvini «ha raggiunto al telefono i coordinatori della mobilitazione pugliese». Il TG5 aveva dato l'anticipo già la sera del 16, in chiusura di servizio. Sono date riportate dai TG; il calendario del ministero non lo verifichiamo.
Due piazze contro il caro carburante
Sabato 17 la protesta del Sud è su cinque reti, con quote fra il 4,7 e l'8,5%. TG4 e Studio Aperto non la citano. Lo stesso giorno le proteste in Francia contro il caro vita e il caro carburanti sono su tutte e sette le reti, e su tutte e sette hanno più spazio di quelle italiane. Il TG4 apre l'edizione con la Francia e le dedica tre servizi, il 21,7% del notiziario.
Le aperture del sabato sono gli scontri ai cortei italiani su TG1, TG2 e TG3, la Francia sul TG4, il Papa dimesso dal Gemelli su TGLa7 e Studio Aperto, l'accordo europeo sulle bollette sul TG5. Il caso del giorno dell'Osservatorio è il ritorno a casa del Papa.
Persone e distributori
Le parole dei servizi dicono la stessa cosa della scaletta. Nei 18 servizi italiani i termini sui disagi per chi fa benzina o la spesa sono 18 ogni mille parole; nei 9 servizi francesi del 17, uno ogni tremila. La piazza francese si conta in persone: sei stime, da 200 mila a 800 mila, ciascuna con la sua fonte. Quella italiana si conta in presidi e pompe a secco, con una sola cifra di partecipanti in tre giorni. E spesso parla attraverso i mezzi: «i TIR minacciano il fermo».
| Campo lessicale, ogni 1.000 parole | Italia | Francia |
|---|---|---|
| Disagi e consumatori | 18,3 | 0,3 |
| Costi e ragioni economiche | 16,0 | 4,9 |
| Politica e governo | 14,4 | 15,7 |
| Rabbia, collera, rivolta | 0,9 | 5,2 |
| Violenza e ordine pubblico | 1,8 | 45,8 |
Conteggio per parole chiave sul parlato trascritto: 18 servizi italiani del 15–17 ottobre (4.438 parole), 9 servizi francesi del 17 (3.449 parole). La riga della violenza riflette in buona parte i fatti del 17 in Francia, con 272 arresti secondo gli stessi TG. La politica pesa uguale ma con un ruolo diverso: in Italia il governo che convoca il tavolo, in Francia partiti, leader e presidenziali.
Cosa non dicono questi numeri
Questa analisi non dice quanto fosse grande la protesta, né quanto spazio meritasse. Le date e le cifre sul territorio vengono da agenzie e stampa locale e servono solo a collocare nel tempo il racconto dei TG; quando vengono dagli organizzatori è detto. Il confronto con la Francia misura lo spazio, non stabilisce un'equivalenza fra le due piazze.
Il silenzio è uguale su tutte le reti, pubbliche e private, più vicine e più lontane dal governo: non descrive la scelta di una testata. Il corpus comprende solo l'edizione serale di ogni rete, e per il TG3 del 9 ottobre quella delle 14:20. Le edizioni del mattino e i telegiornali regionali, che non monitoriamo, possono aver raccontato la protesta in quei giorni.
La scaletta è prodotta in automatico e i confini dei servizi sono approssimati: un servizio misto, come quello del TG5 del 16, va diviso nelle sue parti. Le trascrizioni automatiche contengono errori: «Acerignola» per «a Cerignola», «Exilva» per «ex Ilva», «Canyon» per «camion». Un errore può nascondere una citazione alla ricerca per parola chiave. Per questo le parole cercate sono molte, ogni risultato è stato riletto nel suo contesto, e per l'11–14 ottobre sono stati controllati anche tutti i 429 titoli di scaletta. Non abbiamo trovato citazioni perse.
Anche la codifica dei diciotto servizi è prodotta dal sistema, su sei elementi definiti prima della lettura, e non ha avuto verifica umana: la scheda servizio per servizio è disponibile su richiesta.
Cosa resta
Per sedici giorni la protesta del Sud contro il caro gasolio non ha un servizio in nessuno dei sette telegiornali, e per quattro non ha nemmeno una frase. Nel racconto dei TG la rompono tre cose che arrivano insieme: le associazioni nazionali, la convocazione a Roma, i distributori a secco. Negli stessi giorni passano le proteste che hanno una sigla nazionale o una piazza romana, come gli agricoltori della CIA a Montecitorio, e passano le piazze francesi, che il 17 hanno più spazio di quelle italiane su ogni rete. Un silenzio identico su sette testate non è la scelta di una redazione. Somiglia a una soglia di notiziabilità condivisa, che una protesta di categoria, al Sud, senza un interlocutore nazionale, supera quando tocca chi fa benzina o costringe il governo a rispondere.
Martedì 20, secondo i TG, si riunisce il tavolo e finiscono i cinque giorni di fermo in Calabria e Sicilia. Da lì si vedrà se la protesta resta in scaletta.
Metodo. 140 edizioni serali dei sette TG nazionali dal 28 settembre al 17 ottobre 2026, trascritte e divise in servizi. Una citazione è una frase sulla protesta di autotrasportatori o agricoltori del Sud contro il caro carburante. Le citazioni sono cercate per parola chiave (autotrasport-, camionist-, tir, trattori, Fedralog, agricoltori, pescatori, insieme a carburant-, gasolio, benzin-, diesel, accis-) e rilette una per una nel loro contesto. La verifica ha escluso, tra gli altri, i camionisti americani di un servizio su Trump (TG5, 6 ottobre) e gli autotrasportatori di un servizio sull'accordo fra Trump e Putin sul diesel (TGLa7, 15 ottobre). Un servizio è dedicato quando il suo titolo in scaletta riguarda la protesta. La quota è la lunghezza del servizio in caratteri divisa per quella della trascrizione dell'edizione. Il confronto con Francia ed ex Ilva usa lo stesso criterio del titolo. Query e codifiche sono disponibili su richiesta. Definizioni e tassonomie: pagina del metodo.
Verifica i dati: Arena — confronto tra reti.
Note
- Sui circa duemila manifestanti nei presidi calabresi del 28 settembre: Agricoltori in piazza in Calabria contro il caro-carburanti, ANSA, 28 settembre 2026 — ansa.it. Sul blocco dell'A2 allo svincolo di Pizzo del 1° ottobre: Marco Fedeli, Open, 1 ottobre 2026 — open.online. Sulle proteste in strada nel Foggiano dall'11 ottobre: ANSA, 11 ottobre 2026 — ansa.it. Sul casello di Poggio Imperiale bloccato in entrata e in uscita il 13 ottobre: ANSA, 13 ottobre 2026 — ansa.it. ↩
- Sul corteo di Cerignola del 14 ottobre, con molti negozi chiusi per adesione: Quarto giorno di protesta nel Foggiano contro caro carburante, ANSA, 14 ottobre 2026 — ansa.it. Sulla manifestazione di Bari organizzata da Coldiretti: Il Post, 15 ottobre 2026 — ilpost.it. La cifra di 5.000 è attribuita a Coldiretti da FruitJournal, 15 ottobre 2026 — fruitjournal.com. ↩
- Sul corteo di circa 500 tir lungo la statale 379 verso Bari, riferito dalla Gazzetta del Mezzogiorno: Le proteste di autotrasportatori e agricoltori si sono estese a tutto il Sud, Il Post, 16 ottobre 2026 — ilpost.it. ↩
- Sui diciassette presidi annunciati da Fedralog in Calabria e sull'avvio del fermo in Calabria e Sicilia nella notte fra il 15 e il 16 ottobre: Inizia il fermo dell'autotrasporto in Calabria e Sicilia, TrasportoEuropa, 16 ottobre 2026 — trasportoeuropa.it. Sulla minaccia di un fermo nazionale da parte di Unatras: Unatras torna a minacciare il fermo dell'autotrasporto, TrasportoEuropa, 15 ottobre 2026 — trasportoeuropa.it. ↩